“Genitore non si nasce, si diventa!”

Diventare ed essere genitore non è semplice, probabilmente è una tra le cose più complesse che l’essere umano si trova ad affrontare nel corso della vita. Esistono tanti modi di essere genitore, tanti tipi di genitorialità, dove ciascuno cerca di fare del proprio meglio.

È un impegno, una responsabilità che richiede presenza fisica ma soprattutto mentale ed emotiva.

I figli richiedono accudimento, attenzioni e il genitore si impegna al massimo affinché il proprio figlio possa avere una vita serena.

Quando si diventa genitori si cambiano o si modificano le abitudini preesistenti la nascita del proprio figlio, poiché bisogna fare spazio ad una nuova vita che entra a far parte della famiglia.

I genitori si occupano della crescita dei propri figli con cura ed amore. Oltre ciò alcuni si dedicano al lavoro, cercando di fare anche quello al meglio; pensano e si occupano delle proprie famiglie di origine, perché non dimenticano di essere, a loro volta, figli che accudiscono genitori anziani oppure fratelli, sorelle; si dedicano alla gestione della casa, perché anche questa ha bisogno di cure e attenzioni essendo il “nido” in cui si è creata la propria famiglia; si dedicano alle amicizie, perché anche quelle sono importanti per costruirsi e mantenersi individui sociali.

Tutte queste cose sono attenzioni che una sola persona dà quotidianamente, cercando di farlo meglio che può.  

Alle responsabilità, faccende, impegni quotidiani si aggiunge anche un altro aspetto che non va sottovalutato: la paura di sbagliare.

Paura di dire o fare la cosa sbagliata, perché si sente la responsabilità del ruolo che si ricopre e si possono sperimentare sentimenti di inadeguatezza circa il ruolo genitoriale. Diventare ed essere genitori è un atto di generosità ed amore verso una vita che si mette al mondo e della quale ci si assume la responsabilità di crescere nel modo migliore possibile, per noi e per il proprio figlio.

Si cerca di puntare sempre al meglio delle possibilità, con l’idea che in questo modo il proprio figlio possa essere felice ed evitargli così le difficoltà.

Winnicott, psicanalista inglese, nel 1987 parlava dell’importanza di essere un genitore sufficientemente buono per i propri figli. Non fa riferimento ai concetti di infallibile o perfezione che dovrebbe avere un genitore ma ci dice che, riferendosi in modo particolare alla madre, questa dovrebbe limitarsi a seguire il suo istinto di accudimento, adattandosi ai bisogni del bambino e creando un ambiente accogliente in cui il bambino possa sperimentarsi nelle prime fasi di vita.

Non può esistere il “genitore infallibile” e spesso questa idea della fallibilità la si vive con profondi sensi di colpa, nel non sentirsi abbastanza per il proprio figlio.

Nelle famiglie di oggi si assiste ad un amore profondo che i genitori nutrono verso i propri figli. La paura che un figlio possa star male, porta i genitori a comportarsi in modo iper accudente ed apprensivo. In questo modo i genitori si concedono poco margine di errore e proteggono i propri figli da qualsiasi tipo di frustrazione.

Che genitore sono o vorrei essere per i miei figli ?”

A linee generali migliore o uguale rispetto al genitore che si è avuto.

La nostra idea di genitore e di genitorialità nasce e si sviluppa dalle nostre famiglie di origine.

I nostri genitori sono per noi il modello, un esempio, sia positivo che negativo, dal quale partire per costruire la nostra identità di genitore consapevole. Siamo osservatori attenti, attivi e passivi, giudici e amorevoli verso i nostri genitori.

Un genitore consapevole è colui che riconosce sé stesso, riesce a comprendere il proprio modo di essere un educatore, le proprie azioni e sentimenti. E’ colui che comprende da dove arriva il proprio modo di essere genitore e a contestualizzarla nel proprio vissuto emotivo di bambino, adolescente e poi adulto. Il genitore consapevole è anche colui che accetta di sentirsi fallibile.

Diventare un genitore consapevole, a volte, può richiedere l’aiuto di una figura professionale che possa svolgere una funzione di guida in un percorso interiore di individuo e di genitore.

Nel caso in cui si voglia intraprendere un sostegno psicologico o una psicoterapia, è possibile che questi possano essere svolti con un percorso:

  • Individuale, mirato su se stessi, sui propri vissuti, emozioni ed esperienze;
  • Coppia, con focus sulle dinamiche interiori di ciascun partener, su quelle della coppia e come queste si ripercuotono sulla genitorialità;
  • Familiare, genitori e figli insieme, per un osservazione e riflessione condivisa sulle modalità di funzionamento del sistema familiare e sui punti di vista riportati da ciascun componente della famiglia.

Si cerca di proteggere i figli da malattie, pericoli interni o esterni, dalla sofferenza, sperando in una vita serena e appagante. Essere genitore significa anche accettare di sentirsi fallibili, fare del proprio meglio in maniera spontanea e lasciar cadere un figlio, perché anche questo è un gesto di amore. Per questo e per tanti altri motivi, ciascuno diventa un “Genitore meglio che può!”.

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